La Scuola d’arte Bartolomeo Ramenghi: a Bagnacavallo il sapere delle mani continua a vivere

“Tu che cosa sai fare?” Potrebbe essere questa la domanda capace di accompagnare i nostri incontri futuri: una domanda semplice che ci riporta al valore delle mani, delle competenze, della creatività e dei saperi tramandati nel tempo.

Incontriamo questo mese Angela Fabbri docente di storia dell’arte e professionista della didattica artistica. Il legame con l’artigianato artistico fa parte della sua identità più autentica: affonda infatti le radici nella storia della sua famiglia che arriva fino ai trisnonni, intrecciando memoria, tradizione e vocazione personale. Angela è co fondatrice e direttrice di LabArt – Scuola d’Arte e Artigianato APS, l’associazione di Ravenna che gestisce da quattro anni anche la Scuola Ramenghi in collaborazione con il Comune di Bagnacavallo.

Il progetto va oltre l’insegnamento delle tecniche artistiche. La scuola Ramenghi di Bagnacavallo è un vero e proprio presidio culturale del territorio, un luogo in cui arte, artigianato, educazione e memoria locale tornano a incontrarsi e a dialogare.

Uno spazio in cui riscoprire il valore del saper fare, custodire conoscenze che rischiano di andare perdute e, soprattutto, trasmetterle alle nuove generazioni. Perché dietro ogni gesto artigiano non c’è soltanto una tecnica: c’è una storia, un’identità e un modo unico di abitare il proprio territorio.

Con più di 250 studenti all’anno, nel cuore di Bagnacavallo, la Scuola comunale d’arte Bartolomeo Ramenghi permette all’arte di essere osservata, praticata, sperimentata e tramandata. È  una realtà storica che dal 1895 avvicina generazioni diverse alla creatività e ai mestieri artigianali.

Nata come Scuola di arti e mestieri, la Ramenghi rappresenta una delle istituzioni artistiche più antiche della Bassa Romagna. La sua origine racconta un’epoca nella quale imparare a disegnare, modellare, incidere o lavorare un materiale significava acquisire non soltanto una capacità espressiva, ma anche una vera competenza professionale.

A distanza di oltre un secolo, questa vocazione conserva intatto il proprio valore. In una società sempre più veloce e digitale, la scuola offre l’opportunità di riscoprire il tempo della concentrazione, il rapporto diretto con i materiali e la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani.

Una scuola per tutte le generazioni

La Ramenghi non è un luogo riservato agli artisti professionisti. È una scuola aperta a bambini, ragazzi e adulti, nella quale ciascuno può avvicinarsi all’arte partendo dalle proprie inclinazioni, senza la necessità di possedere una preparazione precedente.

La proposta formativa attraversa numerosi ambiti del fare artistico e artigianale: ceramica, sartoria e cucito, disegno, fotografia analogica, incisione e stampa, intreccio e impagliatura, lavorazione del vetro, scultura e modellato, tecniche pittoriche, falegnameria e restyling del mobile.

A questi percorsi si affiancano due servizi che rendono ancora più completa l’attività della scuola: la camera oscura e la stamperia, spazi dedicati alla pratica e alla sperimentazione delle tecniche fotografiche e di stampa.

Questa varietà rende la scuola un vero laboratorio culturale, capace di mettere in relazione tecniche tradizionali e linguaggi contemporanei. Ogni corso diventa uno spazio di sperimentazione, ma anche un’occasione per incontrarsi, condividere conoscenze e sentirsi parte di una comunità.

Il valore educativo del fare

Frequentare una scuola d’arte significa allenare lo sguardo, la pazienza e la capacità di trasformare un’idea in una forma concreta. Significa imparare che ogni processo creativo richiede tempo, tentativi, errori e cura.

Lavorare l’argilla, incidere una matrice, cucire un tessuto o disegnare dal vero sviluppa competenze che vanno ben oltre la tecnica. Sono attività che rafforzano la concentrazione, la manualità, l’autonomia e la fiducia nelle proprie possibilità.

Per i bambini e gli adolescenti, in particolare, l’esperienza artistica rappresenta uno strumento prezioso per esprimere emozioni e immaginazione. Per gli adulti può diventare uno spazio personale rigenerante, nel quale rallentare, ritrovare la propria creatività e sperimentare nuove forme di benessere.

La Ramenghi custodisce così una concezione dell’arte profondamente accessibile: non un privilegio per pochi, ma una possibilità educativa e trasformativa a disposizione di tutti.

Una tradizione che appartiene al territorio

La scuola è intitolata a Bartolomeo Ramenghi, detto “il Bagnacavallo”, importante pittore rinascimentale originario della città. Il suo nome testimonia il legame profondo tra questa istituzione e l’identità culturale del territorio.

Bagnacavallo e la Bassa Romagna possiedono infatti una lunga tradizione di botteghe, laboratori e scuole nelle quali le conoscenze artistiche venivano trasmesse attraverso l’osservazione e la pratica. La Scuola Ramenghi mantiene viva questa eredità, aggiornandola e rendendola accessibile alle nuove generazioni.

Particolarmente significativa è l’attenzione dedicata all’incisione e alla stampa d’arte, linguaggi che dialogano con il patrimonio conservato dal Museo civico delle Cappuccine e con la sensibilità grafica che caratterizza la storia culturale di Bagnacavallo.

Oggi la scuola è gestita in collaborazione con LabArt – Scuola d’arte e artigianato APS e continua a rinnovare la propria offerta, mantenendo saldo il rapporto fra arte, artigianato e formazione.

Un presidio culturale da conoscere e sostenere

La Scuola Bartolomeo Ramenghi è molto più di un insieme di corsi. È un presidio culturale, uno spazio nel quale il patrimonio immateriale dei mestieri viene conservato attraverso la pratica quotidiana.

Valorizzarla significa riconoscere l’importanza delle competenze manuali, sostenere la creatività locale e offrire alla comunità un luogo di relazione e crescita. Significa anche contrastare il rischio che tecniche, strumenti e saperi artigianali vengano dimenticati.

In un tempo dominato dalla riproduzione immediata delle immagini, entrare in un laboratorio e assistere alla nascita lenta di un’opera assume un significato ancora più profondo. Ci ricorda che la creatività non è soltanto ispirazione: è presenza, esercizio, conoscenza della materia e disponibilità a lasciarsi trasformare dal processo.

La Scuola comunale d’arte Bartolomeo Ramenghi continua a rappresentare tutto questo. Un luogo storico capace di parlare al presente, nel quale il sapere delle mani incontra l’immaginazione e diventa patrimonio condiviso.

Conoscere questa scuola, frequentarne i corsi e raccontarne le attività significa contribuire a mantenere viva una parte preziosa dell’identità di Bagnacavallo e dell’intera Romagna.

Scopri la Scuola d’arte Bartolomeo Ramenghi e trova il corso più adatto a te! Le iscrizioni sono aperte:

Open Day sabato 26 settembre, dalle 16:00 alle 19:00

https://www.labartravenna.com/bartolomeo-ramenghi-scuola-arte-bagnacavallo/